Descrizione
IN USCITA IL 3 NOVEMBRE
Il narratore scrive un tributo in forma di lettera alla traduttrice americana di due suoi romanzi, deceduta in circostanze per lui poco chiare. Attraverso lo sguardo obliquo e penetrante della scrittura ricostruisce il loro rapporto, alla luce delle fragilità ma anche della grande determinazione di entrambi, e analizza in modo dissacrante i consessi sociali e culturali che lo respingono. Le sue considerazioni si estendono così al bisogno di ogni essere umano di trovare le parole per giustificare la propria esistenza a sé stesso e agli altri e anche alle grandi questioni con cui ciascuno di noi si confronta: le origini, le ambizioni, le angosce, la fame d’amore. Con questo romanzo Giacomo Sartori dichiara la sua devozione per la letteratura e si consegna senza reticenze al lettore in alcune delle pagine più belle che abbia mai scritto.
Giacomo Sartori (Trento, 1958) è agronomo e vive a Parigi. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Sono Dio (NN, 2016, vincitore nella sua traduzione americana del Foreword Indie Gold Award), Baco (Exòrma, 2019, finalista al Premio Procida e al Philip K. Dick Award), Fisica delle separazioni (Exòrma, 2022, finalista al Premio Chianti), Sillabario della terra (Piano B, 2025). Nel 2025 TerraRossa ha ripubblicato, a vent’anni dalla prima edizione per Sironi, Anatomia della battaglia (Premio Cesare Guasti) e riproporrà nel 2027 il noir Tritolo, uscito con il Saggiatore nel 1999.
Lettore ideale: chi riconosce nell’amicizia un legame che non può essere reciso in alcun modo; chi crede nel potere delle parole di corteggiare la verità e di legittimare il nostro stare al mondo.




